¨ Thomas Gray (1716-1771): scrive pochissimo, ma la sua Elegy Written in a Country Churchyard (1750), già di gusto romantico, è una riflessione al tema della morte, dove con una acuta malinconia si parla della vita umana. Pur essendo compenetrata dei moduli stilistici che appartengono alla poetica settecentesca, è pervasa da una sensibilità e tratta una tematica che fanno presentire il Romanticismo. Nella quiete della sera, interrotta solo dal ritocco della campana e dai lievi rumori campestri, le tombe del rozzi padri del villaggio, che riposano nel cimitero di campagna, all’ombra dei tassi e degli olmi, inducono il poeta a meditare sulla sorte degli uomini. Egli ricorda che la morte giunge inesorabilmente a livellare i destini sia degli umili che degli ambiziosi e potenti, mentre le tombe anche se decorate da sontuosi monumenti, non servono a richiamare in vita i defunti. Le lapidi tengono viva, al di là della morte, una “corrispondenza di amorosi sensi” tra vivi e defunti. Questa poesia che diede inizio al genere sepolcrale ispirando tra gli altri il Foscolo, ha il pregio di attuare un armonico equilibrio tra la spontaneità del sentimento e la sobrietà di espressione già chiaramente romantico nel suo malinconico e trepido abbandono alla verità della morte, e il rigore della forma mantenuto con classica compostezza. Si ha quindi una sensibilità nuova nei suoi versi: la malinconia romantica, l’amore per la natura, il rimpianto, che sarà il tema prediletto di uno degli ultimi romantici, il Tennyson.
È inoltre tra i primi a sentire il fascino delle remote età barbare: le letterature primitive, gallese e scandinave gli ispirano le poesie The Bard (1757) e The Descent Odin (1761), che preludono all’interesse romantico per le tradizioni antiche.
8.4. William Blake (1757-1827).
Pittore, poeta, incisore nasce a Londra da famiglia borghese. Autodidatta, studia Shakespeare, Milton, Ben Jonson e la Bibbia; impara un po’ di francese, italiano, latino, greco ed ebraico. Di natura essenzialmente mistica vive in un mondo di visioni e comunicazioni spirituali. Egli nega alla ragione la sua facoltà organizzatrice delle umane sensazioni, che disprezza considerandole un impedimento al contatto dell’animo umano con l’eternità. Vi è nel suo pensiero l’assoluto diniego del mondo sensibile; la realtà oggettiva è diversa da come ci appare: compito del poeta è di cercare i prototipi, le idee eterne che si nascondono sotto un’appartenenza ingannevole e fallace. Tenace nella convinzione che le sue visioni interiori fossero più reali del mondo esterno, Blake crea un mondo di simboli, tradotti in poesia, risultano spesso difficili alla comprensione.
Dal 1790 inizia la stesura di libri profetici, tutti corredati da incisioni, schizzi e disegni ornamentali che in parete aiutano la non facile comprensione dei testi.
Le sue collezioni più importanti sono:
¨ Poetical Sketches (Schizzi poetici,1783), raccolta di poesie giovanili.
¨ Songs of Innocence (Canti dell’Innocenza,1789), poesie dedicate all’infanzia, colme di gioia, innocenza, amore e speranza nel futuro. Uno spirito bambino chiede al poeta di “cantare, in un libro che tutti possano leggere le gioie dell’infanzia”. Alcune poesie sono declamate da bambini direttamente; altre sono filtrate attraverso parole di madri o nutrici; altre ancora suggeriscono un mondo di dolore di cui il bambino è ancora inconsapevole.
¨ Songs of Experience (Canti di Esperienza, 1794), poesie. Il poeta cerca di penetrare negli oscuri meandri dell’esistenza umana. Egli dimostra come le esperienze della vita adulta, le coercizioni della religione, gli inganni dell’amore corrompono e poi distruggono l’innocenza del bambino. Blake esprime quindi l’amarezza di una realtà capace di distruggere l’innocenza.
Le due raccolte sono concepite come opere complementari, espressioni delle “due opposte tendenze dell’animo umano”.
¨ The Marriage of Heaven and Hell (1790), libro profetico, in cui esprime la sua ribellione contro i valori religiosi del suo tempo ufficialmente accettati. In una mescolanza di visioni apocalittiche e aforismi sibillini, B. proclama che “il Bene è l’elemento passivo che obbedisce alla Ragione. Il Male è l’attivo che scaturisce dall’energia.
Stile ed eredità.
Convinto che l’artista sia dotato di capacità di veggente e che le sue visioni interiori siano più reali del mondo esterno, egli tende a incarnarle sia col mezzo poetico sia con quello pittorico. È difficile dunque dare un giudizio complessivo su questo artista tormentato da visioni profetiche, contraddittorio, ingenuo e complesso allo stesso tempo e sempre tenacemente indipendente. In tutti i poemi il suo stile differisce dalla produzione dell’epoca: freschezza, semplicità, ingenuità, espressione diretta come nei fanciulli nascondono in realtà una visione biblica, mistica, talvolta apocalittica, della vita. Blake elabora una mitologia personale, attraverso cui sviluppa concetti filosofici, religiosi, politici e sociali soggettivi, in un o stile pieno di simboli, spesso oscuro, retorico, ma sempre originale e lirico.
Frutto della sua epoca quanto a inquietudini e contraddizioni, personale nel suo ossessivo misticismo, ma universale nella ricerca di una verità e di un linguaggio poetico, Blake ha indicato la strada a diverse generazioni di poeti. La sua influenza è rintracciabile nei preraffaeliti, nella prima generazione romantica e, tra i contemporanei, in Yeats.
9. THE ROMANTICS (1798-1837).
9.1. Quadro storico.
Nel 1782 l’Irlanda ha ottenuto un parlamento indipendente con sede a Dublino. In esso, per legge, la rappresentatività è consentita solo ai possidenti (di religione protestante); i cattolici, che costituiscono la classe non abbiente, ne sono esclusi.
Theobald Wolfe Tone, avvocato protestante di origine inglese, guida la rivolta sociale irlandese a favore dell’assoluta indipendenza da Londra e dell’acquisizione degli stessi diritti da parte dei cittadini di tutte le religioni. La ribellione (1798) è repressa nel sangue dal governo inglese. La conseguenza è the Act of Union (1801) con cui abolito il parlamento irlandese si forma the United Kingdom of Great Britain and Ireland, con rappresentanza irlandese nel parlamento di Londra. Solo nel 1829 anche i cattolici vi verranno ammessi. Continua la lotta con la Francia: nel 1799, contro di essa si forma una seconda coalizione, subito sconfitta dalle truppe francesi, che costringe l’Inghilterra a firmare una resa (Trattato Amiens,1802).
Poiché Napoleone, diventato imperatore dei francesi, si prepara a invadere l’isola, Pitt - che si era dimesso in seguito alla rivolta in Irlanda - è richiamato al governo e forma una coalizione insieme con Russia, Austria e Svezia. Mentre gli inglesi vincono sul mare (l’ammiraglio Nelson sconfigge la flotta inglese a Trafalgar), Napoleone è invincibile sulla terraferma: occupa Vienna e sconfigge definitivamente russi e austriaci. Inoltre mette in atto un blocco commerciale contro l’Inghilterra, che produce disoccupazione e ristrettezze nell’isola. Ma la conseguente mancanza di merci di prima necessità produce anche disagio e rivolte antinapoleoniche sul continente. In seguito alla disastrosa campagna di Russia, in cui l’esercito francese è decimato dalla fame e dal freddo (1813), Napoleone è costretto ad abdicare.
Durante il Congresso di Vienna (1815) la carta geografica dell’Europa viene ridisegnata. Sei anni dopo, Napoleone muore in esilio all’isola di Sant’Elena (5 maggio 1821).
Il ritorno a casa dei soldati impegnati nelle guerre contro Napoleone produce disoccupazione e povertà nei ceti deboli, mentre il parlamento impone una tassa sul grano di importazione (Corn Law,1815). La reazione tra le classi povere che si nutrono principalmente di pane è forte.
Nel 1819 l’esercito reprime nel sangue una manifestazione di scontento popolare seguita nel 1820 da un pacchetto di leggi repressive. In questo momento di esasperazione sociale e di tensione emergono alcuni giovani parlamentari dalle idee liberali, tra i quali Sir Robert Peele, fondatore della polizia metropolitana di Londra. Passa dunque una riforma del codice penale (la pena di morte viene sostituita in molti casi con lavori forzati e deportazione), si riducono le tasse sulle importazioni, si incrementa il commercio con l’estero e quindi l’occupazione.
Alla morte di George IV (1762-1830) salito al trono nel 1820, e con l’avvento di suo fratello, William IV(1830-37), benvisto dal popolo per i suoi modi democratici, il parlamento è messo in crisi dall’urgenza di riforme. Il governo Tory si dimette. Il nuovo governo Whig fa passare una serie di leggi per mettere fine alla corruzione e alleviare il disagio sociale. Nel 1833 una riforma cerca di proteggere i bambini dallo sfruttamento sul lavoro, istituendo più rigorosi controlli; nel 1834 vengono create le workhouses - luoghi di assistenza per bisognosi e orfani - in cui, tuttavia, le condizioni di vita sono tremende. Intanto la schiavitù viene abolita nel 1833 grazie alla campagna umanitaria fatta da Sir William Wilberforce.
9.2. Società e letteratura.
Verso la fine del ‘700 si cominciano a vedere i primi cambiamenti prodotti dalla rivoluzione industriale sulla qualità della vita e perfino sul territorio. L’urbanizzazione di massa estende le piccole città, l’immigrazione dalle campagne causa sovrappopolamento nei centri industriali, con il costante pericolo di epidemie e disordini. Per agevolare i commerci si incrementano le vie di comunicazione, strade e canali. Del 1825 è la prima linea ferroviaria. Anche il lavoro nei campi si meccanizza, in modo da produrre di più e andare incontro all’aumentato fabbisogno di cibo nelle città. La difficile situazione economica è particolarmente sentita dalle classi più deboli.
Ma la classe politica è miope e incapace di affrontare il problema del disagio sociale. Per difendere i loro interessi, gli operai si rivolgono alla legge, ma inutilmente. Decidono quindi di riunirsi fra loro: le workers unions sono viste con sospetto dal governo che, emanando una serie di leggi (combination acts), le rende illegali. Così i datori di lavoro sono liberi di sfruttare la manodopera, tenendo bassi gli stipendi. Solo nel 1824 i sindacati dei lavoratori (Trade Unions) usciranno dalla clandestinità e opereranno liberamente.
In questo clima di cambiamento, di inquietudine sociale e di sfiducia nella realtà nasce il romanticismo inglese, che si oppone alle convinzioni dell’età neoclassica e si fonda sulla rivalutazione dell’individuo, dell’ispirazione, della libertà personale, nella costante ricerca delle proprie radici storiche nazionali e letterarie. Il poeta romantico non si propone di risolvere le gravi problematiche sociali e si rifugia in un suo mondo fantastico, a stretto contatto con la natura, che non è oggetto di imitazione, ma acquista significato solo in quanto investita dai sentimenti del poeta. La Natura non semplicemente intesa come bellezza esteriore, ma come qualcosa che influenza e informa di sé la vita dello spirito. Tuttavia il poeta si sente anche investito del ruolo del traduttore di verità metafisiche (Wordsworth, Coleridge) e adopera un linguaggio semplice per poter raggiungere il maggior numero di persone.
La concezione romantica della natura è influenzata principalmente da 3 teorie filosofiche:
1. la Neoplatonica, che vede questo mondo come immagine di un universo metafisico ideale;
2. la Panteistica, per cui la natura - come il resto del cosmo - è mosso da un Dio immanente, presente ovunque;
3. l’Idealistica rappresentata dal pensiero dei filosofi tedeschi (Fichte, Schelling, Hegel).
9.3. Poesia.
Il periodo romantico inglese è dominato dalla poesia. La poesia romantica è innovativa nella forma e nel contenuto. Il linguaggio ricercato del periodo neoclassico è sostituito dalla lingua semplice, parlata quotidianamente. Il poeta romantico usa la sua immaginazione e le sue emozioni. Egli parla di se stesso, delle sue gioie e paure, della sua malinconia e trionfi, delle sue passioni e sue ribellioni. Il contenuto è l’individuo, le sue tensioni interiori, il suo rapporto con la vita e l’arte. Il poeta è visto come profeta, portatore al mondo della verità.
In poesia è d’obbligo distinguere i poeti romantici in due generazioni:
1. prima generazione, nati nel clima degli ideali della rivoluzione francese e ansiosi di un rinnovamento poetico (Wordsworth, Coleridge). Essa si ribella contro le convenzioni in letteratura;
2. seconda generazione, cresciuti in un ben diverso clima di disagio economico e inquietudine sociale. Si ribella contro la società, esprimendo idee fortemente personali e talvolta tendenti all’anarchia. Fa propri gli ideali della Rivoluzione Francese e pone un netto distacco tra l’artista e l’ambiente che lo circonda (Byron, Shelley, Keats).
Byron, Shelley e Keats appartengono alla seconda generazione e sebbene differiscano l’uno dall’altro enormemente vi sono alcuni tratti comuni che ci permettono di considerarli nello stesso gruppo poetico. Il loro esasperato individualismo rende a volte difficile rilevarne le somiglianze che consistono essenzialmente in una base socio-intellettuale comune, radicata nella epoca in cui vissero. Nati all’epoca delle Rivoluzione Francese, erano ancora troppo giovani per risentire della delusione dovuta al periodo del Terrore (come Wordsworth e Coleridge) e gli ideali rivoluzionari, la filosofia utilitaristica e lo stato di perpetua inquietudine in Europa favorirono l’adesione dei loro spiriti ardenti alla causa del progresso.
9.4. William Wordsworth (1770-1850).
È il più noto tra i poeti romantici, nasce e passa l’infanzia in un piccolo villaggio del Cumberland; rimasto presto orfano, viene affidato agli zii. L’infanzia e la prima giovinezza trascorse nel Lake District - a contatto con la natura - lasceranno un segno indelebile nella storia intima e nei suoi versi. Nel 1787 entra nell’università di Cambridge dove si laurea nel 1791.
Nel 1792 si reca in Francia dove si entusiasma per gli ideali di libertà e giustizia, simpatizzando per la rivoluzione, in cui vede un grande movimento per la liberazione dell’umanità. In seguito il corso degli avvenimenti francesi gli toglie fiducia nella Rivoluzione; quando però l’Inghilterra dichiara guerra alla Francia Wordsworth ne risente grandemente ed attraversa un periodo di grande depressione. Da allora ritiene che il mondo non può essere migliorato con la violenza e si avvicina alla politica filosofica del Burke: subendo in parte la sua influenza, giunge a considerare l’Inghilterra come il vero difensore della libertà contro il nuovo imperialismo francese.
Nel 1795 si stabilisce con la sorella Dorothy nel Dorset, dove conosce Coleridge e si dedica interamente alla poesia. Con Coleridge ne nasce un sodalizio leggendario; fra i due poeti inizia una stretta amicizia e scrivono insieme The Lyrical Ballads (1798) che li rendono famosi.
Nel 1799 si trasferisce nel Lake District, a Grasmere, dove, qualche anno dopo, sposa un’amica dei tempi dell’adolescenza dalla quale avrà 5 figli. In questo periodo scrive i Lucy Poems (dedicati a una misteriosa Lucy) e i primi libri che compongono The Prelude.
Tra il 1805 e il 1815 si distacca da Coleridge e acquisisce punti di vita sempre più conservatori.
Nel 1843 diventa Poeta Laureato e ottiene una serie di onori e riconoscimenti ufficiali.
Muore nel 1850. È sepolto nell’Abbazia di Westminster a Londra.
¨ Descriptive Sketches (1793), che risente ancora dei moduli poetici settecenteschi.
¨ The Borders (I Confinari,1796-1797), storia di Osward che dopo aver commesso crimini di vario genere bandisce il rimorso considerandolo una debolezza umana ed abbraccia la teoria scettica. L’opera sta a dimostrare un’aspirazione in sé lodevole: il tentativo di vivere alla luce della ragione, che col suo fallimento finisce per lasciare il patrimonio alla passione.
¨ The Lyrical Ballads (Ballate liriche,1798), raccolta di poesie di Wordsworth e Coleridge. L’opera in blank verse, è costituita all’origine da 23 poesie, di cui solo 4 sono di Coleridge (tra queste The Rime of the Ancient Mariner) Wordsworth contribuisce con ballate, canzoni, poesie. Nella raccolta gli argomenti sono presi dalla vita di ogni giorno, trasformata dall’immaginazione del poeta e presentata in un linguaggio semplice, il vero linguaggio del popolo comune. Esso contiene il famoso Prologo di Wordsworth con la spiegazione del suo credo poetico: egli. sceglie la vita umile e rustica e semplice del popolo che vive nella campagna. La Prefazione diventa il manifesto del Romanticismo inglese.
L’intenzione dei 2 poeti è di formare una scuola poetica naturalistico-immaginativa che doveva trovare nei poemi di W. e di C. la sua illustrazione. Compito di Coleridge, è infatti quello di rappresentare il mistero e il sovrannaturale dando al soprannaturale un’apparenza reale, mentre Wordsworth deve rivestire la realtà quotidiana di un afflato immaginativo e di un fascino romanzesco. Wordsworth tenta di rendere poesia fatti di vita semplice e comune e di usare un linguaggio preso dal parlare quotidiano. Il suo lavoro infatti consiste nel riconciliare realismo e poesia. Partendo da due poli differenti i poeti si volgevano verso un unico fine: l’intima fusione del reale con l’ideale.
¨ Poems in two Volumes (Poesie,1807), che contengono le sue liriche migliori e le famose Odi: Ode on the Imitations of Immortality (Odi sulle notificazioni d’immortalità), dove da voce all’intuizione mistica di una vita anteriore alla nascita che si estingue in questo mondo materialistico, ma può tuttavia essere ritrovata per brevi felici momenti al cospetto della natura; Sonnets dedicated to National Independence and Liberty (Poesie dedicate alla indipendenza e alla libertà nazionale).
¨ The Prelude, poema autobiografico, in verso libero, pubblicato postumo nel 1850. Si tratta di una serie di riflessioni poetiche che, delineando una compiaciuta autobiografia, abbracciano un lungo periodo di avvenimenti umani e letterari.
¨ Laodamia e Dion, scritta tra il 1814 e il 1816, rappresentano un ulteriore distacco dalla sua prima fase poetica. Il poeta non solo si fa promotore di una razionale autodisciplina, che suona come un rimprovero ai suoi fervori giovanili, ma sostiene pure la giustizia e fondatezza della condanna e del castigo.
Stile ed eredità.
La sua ispirazione poetica si irrigidisce con il passare degli anni e la sua poesia diventa sempre più sfiduciata e timorosa di qualsiasi possibile cambiamento. Wordsworth capovolge il concetto di linguaggio poetico, apportando un rinnovamento espressivo ed elaborando una lirica senza la quale non vi sarebbe stata la moderna poesia inglese. Scegliendo il linguaggio semplice e reale di uso comune, tratta argomenti di vita quotidiana, mal i reinterpreta poeticamente.
Trasforma anche la concezione della funzione poetica, che con lui si viene a identificare con l’espressione dell’emozione del poeta, nel totale rifiuto della poetica settecentesca.
Anche la seconda generazione di romantici ha subito un’influenza determinante della sua imponente opera, accogliendo il suo diverso e nuovo stile poetico che riesce a tradurre in poesia anche le emozioni, i fatti e il linguaggio quotidiani.
9.5. Samuel Taylor Coleridge (1772-1834).
È l’amico più intimo di Wordsworth e l’influenza che essi esercitano reciprocamente l’un su l’altro, è quanto mai feconda. È poeta, critico e, di volta in volta, per necessità economiche, giornalista, conferenziere, saggista e traduttore. Entusiasmatosi per i nuovi ideali della rivoluzione francese, decide con Southy di emigrare in America e di fondarvi una comunità libera da pregiudizi e da tradizioni e basata su principi egualitari e sulla abolizione della proprietà privata. Di questi fervori giovanili rimane testimonianza in The Fall of Rebespierre (La caduta di Robespierre) ed in alcuni sonetti sulla Pantisocracy (Pantisocrazia), dal nome della loro utopistica comunità. Ma il loro progetto fallisce e l’unico risultato è il matrimonio dei due poeti con due sorelle. Nel 1795 incontra Wordsworth col quale vive e lavora nel Lake District. I due pubblicano le Lyrical Ballads (1798). Il poeta si trasferisce poi a Londra, dove, per alleviare i dolori causati da una malattia polmonare, inizia a usare oppio e l’abitudine alla droga non lo abbandona mai. I suoi versi esotici e misteriosi di Christabel e Kubla Khan (1816) sono probabilmente scritti sotto l’influenza della droga.
¨ Lyrical Ballads (1798), raccolta di 23 tra ballate e poesie. Quattro sono di Coleridge, tra cui il più famoso è The Rime of Ancient Mariner, in cui un vecchio marinaio raccolta della maledizione caduta su di lui e i suoi compagni per aver ucciso un albatro che seguiva la nave. Imbarcatosi su una nave diretta verso sud, giunse fino alle regioni più fredde dell’emisfero australe. L’apparizione di un albatro fu salutato dall’equipaggio come un segno di buon auspicio, e infatti l’uccello, come un pietoso soccorritore, guidò la nave che minacciava di perdersi tra i ghiacci e le nebbie, riportandola a Nord. Ma il vecchio marinaio uccise l’albatro. Subito si fece bonaccia e la nave s’arrestò. La figura femminile e la Morte si giocarono ai dadi la vita dell’equipaggio. La donna vinse per sé la vita del vecchio marinaio, la Morte quella di tutti gli altri che subito morirono ad uno ad uno, maledicendolo con una terribile espressione dello sguardo, poiché egli, avendo ucciso l’albatro, era il principale colpevole della loro fine. Successivamente i cadaveri dei compagni si rianimarono e dopo varie peripezie giunge al paese natale. Qui, in una zona tra i boschi, a picco sul mare, vive un pio eremita: il vecchio marinaio gli confessa la sua colpa e ne riceve l’assoluzione. Per penitenza dovrà errare per il mondo a raccontare come, uccidendo l’albatro, abbia offeso la vita e come abbia espiato il suo peccato, salvandosi solo perché imparò a venerarla in ogni sua manifestazione. La rima e il frequente uso delle allitterazioni suscita nel lettore un senso di stupore, mentre la chiarezza della concezione ed il realismo dei dettagli danno credibilità a questa fantasia poetica. La poesia di Coleridge si basa in gran parte sull’inerzia della volontà. I suoi protagonisti sono in varia misura “stregati” da una magia, da un incantesimo, da una maledizione a cui non possono né vogliono opporre resistenza. I paesaggi più realistici, in questi particolari stati d’animo, si mutano in scenari fantastici, minacciati e affascinanti ad un tempo. Ne è un esempio la famosa Ballata.
¨ Christabel è una storia di stregoneria, una creazione di delicata e rara bellezza.
¨ Kubla Khan è un frammento meraviglioso, il canto di una fanciulla evocata da un mago.
¨ Biographia Literaria (1817),in prosa, ottima critica letteraria, autobiografica.
Stile ed eredità.
Come poeta Coleridge rappresenta l’essenza del Romanticismo per argomenti e stile: per la scelta di temi magici e soprannaturali, per l’uso della ballata, di elementi esotici e simbolici; per la capacità di creare atmosfere misteriose e irreali attraverso suoni, parole, allitterazioni, assonanze, rime e ripetizioni. Coleridge considerava la base della poesia la bellezza, la “qualità estetica”, e sosteneva che il linguaggio poetico deve differire da quello della prosa e non deve essere rozzo e poco raffinato.
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